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Primarie Pd, resta aperto il confronto sul metodo per scegliere la leadership

Roberto Speranza le considera un errore politico, mentre nel Pd prevale l’ipotesi di ricorrere alle primarie o al criterio del partito più votato. Diverse personalità chiedono però di definire prima programma e valori comuni.

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Cosa sta succedendo

Nel Partito Democratico prosegue il dibattito sulle primarie in vista della ripresa della discussione parlamentare sulla legge elettorale. Speranza ne chiede l’abbandono, una posizione che altri esponenti della sinistra dem definiscono non concordata e non condivisa. Romano Prodi, Pierluigi Bersani e Goffredo Bettini hanno evidenziato, con modalità diverse, la necessità di anteporre alla scelta del candidato un progetto condiviso. Dario Franceschini ha invece ribadito di considerare le primarie una possibilità di mobilitazione democratica e una strada per individuare il candidato comune alla premiership. Dal Nazareno emerge l’ipotesi che il leader sia scelto attraverso le primarie oppure dal partito che ottiene un voto in più.

Perché è sul Radar?

Il confronto riguarda i tempi e le modalità con cui il centrosinistra potrebbe individuare una candidatura comune. Alcuni esponenti del Pd temono che una competizione interna possa approfondire le divisioni e ridurre il tempo per ricomporle; altri ritengono le primarie l’unico metodo realisticamente praticabile per scegliere la leadership della coalizione.

Fonti e timeline