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I riformisti del Pd indicano sostegno all’Ucraina e ddl antisemitismo come limiti del confronto interno

A Prato, esponenti dell’area riformista chiedono che l’unità del Pd e della coalizione non comporti la rinuncia a identità e valori. Contestati anche l’eventuale turno unico e il voto online nelle primarie di coalizione.

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Cosa sta succedendo

Graziano Delrio, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini, Filippo Sensi ed Emanuele Fiano hanno ribadito il sostegno all’Ucraina, anche con la fornitura di armi, come principio non negoziabile. Fiano ha definito invalicabile il limite sul ddl antisemitismo, dopo la decisione del gruppo Pd alla Camera di orientarsi verso il no. I riformisti chiedono inoltre primarie di coalizione a doppio turno e senza voto online. Le fonti riportano anche ipotesi e valutazioni interne sul possibile ruolo di Gori e Roberto Gualtieri, senza indicare decisioni già assunte.

Perché è sul Radar?

Il confronto riguarda l’identità del Pd, i rapporti con gli alleati e le regole di una possibile selezione del candidato della coalizione. Sul sostegno all’Ucraina e sul ddl antisemitismo emergono posizioni presentate dai riformisti come non negoziabili, mentre il partito deve ancora definire eventuali primarie e relative modalità.

Fonti e timeline