Cosa sta succedendo
Il governo dovrebbe discutere al Consiglio dei ministri un disegno di legge o un pacchetto di emendamenti con misure potenzialmente operative dall’anno prossimo, senza carattere d’urgenza. Tra le proposte annunciate figurano la riduzione del numero massimo di studenti stranieri per classe, il divieto di burqa e niqab a scuola e nei luoghi pubblici e l’obbligo per alcuni genitori di imparare l’italiano. Il ministro Valditara ha dichiarato che la conoscenza della lingua è necessaria per l’integrazione. Tajani ha detto di essere favorevole all’integrazione e alla tutela della lingua italiana. Le opposizioni contestano l’iniziativa, accusando Meloni di fare propaganda e di trasformare i bambini stranieri in nemici; La Russa ha replicato parlando di demagogia. Mattarella ha definito la scuola una leva di integrazione e Zuppi ha chiesto una scuola inclusiva.
Perché è sul Radar?
Le misure inciderebbero sull’organizzazione delle classi, sui percorsi di integrazione linguistica e sulle regole relative all’abbigliamento negli istituti scolastici e nei luoghi pubblici. Le fonti riportano posizioni diverse: il governo e la maggioranza le presentano come strumenti di integrazione e tutela della lingua italiana, mentre le opposizioni le contestano.