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Ddl antisemitismo, nel Pd restano tre posizioni in vista del voto alla Camera

Nel Partito Democratico convivono orientamenti favorevoli, contrari e per l’astensione sul disegno di legge. Al centro del confronto c’è la definizione di antisemitismo dell’Ihra e un emendamento per escludere dalle condotte antisemite la critica alle azioni politiche del governo israeliano.

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Cosa sta succedendo

Il Pd, insieme a M5S e AVS, ha presentato un emendamento che precisa che la libera critica alle azioni politiche del governo israeliano non costituisce antisemitismo. I critici del ddl sostengono che l’adozione degli indicatori Ihra possa colpire opinioni e manifestazioni politiche; i favorevoli difendono invece il testo. In commissione è stato rinviato il voto sugli emendamenti: secondo fonti di governo non ci sono ripensamenti e l’obiettivo resta approvare il ddl nella versione del Senato. L’Ufficio di presidenza dovrebbe fissare il nuovo calendario, con votazioni attese da martedì e approdo in Aula il 2 ottobre.

Perché è sul Radar?

Il voto potrebbe evidenziare una divisione interna al Pd, già emersa al Senato, dove sei senatori riformisti votarono a favore mentre il gruppo seguì la linea dell’astensione. Le fonti riportano versioni diverse sulle ragioni del rinvio in commissione: l’opposizione lo collega anche a dinamiche interne alla maggioranza, mentre il governo nega tentennamenti.

Fonti e timeline